‘Caravaggio – l’Anima e il Sangue’ è il nuovo film d’arte prodotto da Sky con Magnitudo Film, distribuito da Nexo Digital, che dopo appena due dei tre giorni di uscita in 353 cinema d’Italia ha catturato 70mila presenze con un incasso di 660,000 euro, record per una produzione cinematografica. Nel film-documentario, Caravaggio è raccontato attraverso un’approfondita indagine scientifica effettuata attraverso documenti originali, tra i quali spiccano quelli custoditi all’Archivio di Stato di Roma, che vengono mostrati per la prima volta sul grande schermo: verbali, processi, denunce, dai quali emerge la personalità fumantina e l’animo tormentato del Caravaggio. La consulenza scientifica è affidata agli interventi del Prof. Claudio Strinati, storico dell’arte ed esperto di Caravaggio, con la partecipazione della Prof.ssa Mina Gregori (Presidente della Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi) e della Dott.ssa Rossella Vodret (curatrice della mostra “Dentro Caravaggio” a Palazzo Reale di Milano).

Cosetta Lagani firma la direzione artistica di ‘Caravaggio – l’Anima e il Sangue’, mentre la sceneggiatura è di Laura Allievi. La voce dell’io interiore di Caravaggio è di Manuel Agnelli.

Ha realizzato film documentari di grande successo per le più importanti reti televisive: Sky, National Geographic, BBC, ZDF Germania, CBS Usa, Artè Francia-Germania, RAI, La 7, TVE Spagna, TF1 Francia, Svt Sweden, SBS Australia, Mediaset, Televisa Messico. The Metropolitan Museum of Modern Art New York e la Soros Foundation hanno scelto alcuni dei suoi video come parte della loro collezione permanente.

È Jesus Garces Lambert che per il Cinema d’Arte Sky firma la regia di ‘Caravaggio – l’Anima e il Sangue’.

 

Cosa l’ha ispirata nel realizzare un film d’arte come ‘Caravaggio – l’Anima e il Sangue’?

La prima ispirazione è l’artista stesso. È talmente potente. Ogni volta che vedo la sua opera sento quella forza e diventa impossibile non creare qualcosa con quella potenza.

Nel film le scene più intense sono quelle che rappresentano gli stati d’animo dell’artista, in che modo è stato affascinato dalle tenebre e dalla luce di Caravaggio?

Mi ha affascinato il conflitto dell’artista. Non dividerei tra luce e tenebre. Per me la parte più interessante è quella linea di confine dove si crea quella parte di conflitto interiore. Nelle evocazioni del film ho cercato di tirare fuori questo conflitto continuo che lui vive con la libertà. Con la sua stessa mancanza di libertà, perché non riusciva a essere libero. Lui è insieme luce e tenebre contemporaneamente. Credo che sia questo ad aver generato tutta questa potenza nella sua creatività.

Che cosa ha significato per lei la realizzazione di ‘Caravaggio – l’Anima e il Sangue’ per il Cinema d’Arte Sky (la direzione di Sky che si occupa delle produzioni cinematografiche sull’arte campioni di incassi nei cinema d’Italia e del mondo, e di cui questo rappresenta il quinto film)?

Lavorare con Cinema d’Arte Sky su questo progetto è stato molto interessante perché la direttrice artistica Cosetta Lagani ha molto chiara una metodologia di lavoro ed è quella di essere completamente scientifici e allo stesso tempo coinvolgenti e ‘universali’. È il suo quinto film d’arte e, insieme alla sceneggiatrice, ha impostato tutto su una solidità di documentazione storica, approvata dal nostro consulente scientifico che è il Professore, storico dell’arte, esperto di Caravaggio, Claudio Strinati. È nata da subito una grande energia, Cosetta mi ha detto che voleva realizzare qualcosa di diverso con questo film, per andare a fondo nell’animo di Caravaggio, usando delle contaminazioni contemporanee e non una ricostruzione storica / fiction. In questo modo sono state create tutte le evocazioni attraverso l’atmosfera molto bella che si era creata.

Lei è di origini messicane ma, vive in Italia da molto tempo, cosa porta con se della sua cultura e quanto è presente nella realizzazione di questo film?

Credo che il fatto che io sia messicano mi dia un certo tipo di distanza da quella che potrebbe essere la cultura italiana. Io sono cresciuto con Caravaggio ma non ho il peso della storia di Caravaggio. Questo mi ha forse permesso di avere uno sguardo con un po’ più di ‘leggerezza‘, meno legato alla tradizione. E questo di sicuro perché io sono cresciuto in Messico. La cultura messicana tende a vedere tutto con uno sguardo luminoso e dissacrante. Credo che nel film ci sia il rispetto totale dell’artista ma senza il ‘peso della cultura‘ su Caravaggio.

Qual è la scena che ama di più del Suo film e per quale ragione?

Più che una scena in particolare mi piace la circolarità del film attraverso la prima e l’ultima scena. Sono ‘unite‘. Perché una lancia l’altra. C’è quella riflessione sulla libertà di Caravaggio. Mentre nella prima è prigioniero di se stesso nell’ultima è come se avvenisse la sua liberazione. È lui stesso che si imprigiona ed è lui stesso che si libera.

Perché la scelta di attori “non professionisti” anche nel caso del ruolo principale del protagonista?

 Questa scelta nasce dal fatto che Caravaggio stesso lo faceva. Metteva nei suoi quadri non dei modelli ma gente che lui frequentava nella notte. Ho scelto Emanuele Marigliano, perché ha un’intensità negli occhi che non ha bisogno di molto per raccontare la potenza di un personaggio. Non volevo che fosse interpretato il Caravaggio. Non volevo “mimare” nessuna azione e quindi il lavoro che ho fatto con Emanuele è stato semplicemente il tirar fuori chi lui fosse. Volevo far emergere il suo passato buio, perché Emanuele ha un passato e una vita molto difficile. È cresciuto a Scampia e ha tutto un percorso intenso con il grande desiderio di volersi redimere nella sua vita. È come se anche per lui ci fosse stato il momento di venire fuori dalle tenebre verso la luce. In ogni suo sguardo nel film si vede quel tormento interiore.

Pensa che l’esistenza travagliata di Caravaggio sia stata una conditio sine qua non al rendere straordinaria la sua arte nell’intensità espressiva del suo lavoro?

Credo che lui l’intensità già l’avesse dentro. Anche la sua opera “Canestra di frutta” ha una straordinaria intensità eppure è una semplice canestra con la frutta dentro. Ma si vede l’intensità attraverso i colori e i tratti. Credo che i quadri più intensi li abbia fatti a Roma. Metà della sua produzione l’ha poi realizzata in fuga. È interessante vedere questo percorso, analizzando i quadri si vede come se lui pian piano stesse perdendo la speranza nella vita. Più perde la speranza e meno crudo diventa il suo lavoro. C’è meno sangue, meno violenza ma si vede quasi un dolore più spirituale, nelle sue ultime opere. Era un’epoca violenta e a Roma non era difficile che succedessero assassinii per onore o per un gioco di palla corta. È importante anche contestualizzare la violenza di quel periodo.

 

Intervista di: Ilaria Bocchicchio 

 

Caravaggio – l’Anima e il Sangue. Appuntamento nei cinema italiani il 19-20-21 febbraio 2018

Caravaggio – l’Anima e il Sangue. Appuntamento nei cinema italiani il 19-20-21 febbraio 2018

Caravaggio – l’Anima e il Sangue, 2018  – Scena d’evocazione: i moti d’animo di Caravaggio, la Libertà

Caravaggio – l’Anima e il Sangue, 2018 – Scena d’evocazione: i moti d’animo di Caravaggio, la Misericordia

IN COVER: Caravaggio – l’Anima e il Sangue, 2018  – Scena d’evocazione: i moti d’animo di Caravaggio, l’Espiazione