Forme dinamiche. Corpi abbozzati, vorticanti trascinano in un gorgo non solo i drappi delle proprie vesti, ma i mobili stessi, l’intera stanza pare staccarsi completamente dalla scena poiché rimescolata. Contrasti di chiaroscuri incoraggiano un avvicinamento e richiedono un allontanamento per ricostruire l’immagine raffigurata partendo da piccoli particolari. Il più evidente è il corpo incompleto, bianco e disteso, che si direbbe crocifisso anche se non si scorge la croce dietro di esso. E il vortice, l’inquietudine, il disorientamento sembrano partire da lì. Fulcro di un momento trascorso all’interno di un luogo non troppo evocato, ma senza dubbio ricco di una tensione emotiva palpabile.

ProjectB, Hugo Wilson, Last Supper, 2017, Charcoal on paper, 283x155 cm 

ProjectB, Hugo Wilson, Last Supper, 2017, Charcoal on paper, 283×155 cm


Last Supper
, 2017, è una delle opere di Hugo Wilson esposte alla ProjectB Gallery di Milano in occasione di Panacea, la terza personale dell’artista inglese, in galleria dal 2010 e in un’occasione presentato in un dialogo pittorico con Keith Tyson.

Fil rouge dell’itinerario artistico proposto è il ripensare la componente simbolica che guida il nostro agire e plasma il nostro pensare. Osservando i lavori presenti, potrebbero presentarsi due atteggiamenti contrastanti. Il cercare di riconoscere qualcosa che si conosce già, qui rimodellato, e il volersi distaccare dall’intuizione originaria per dare un nome diverso a quel quadro. Un titolo dettato più dalle sensazioni e dai nuovi spunti di riflessione che questo potrebbe lasciarci. Per dirlo con le stesse parole dell’artista: “Whether it is a cave painting or an altar it is actually the same kind of human decision that makes the symbols and the idea that many of the symbols of faith and trophy have become unseen or entirely devoid of importance through over saturation, is interesting to me.”

Cos’è il simbolo se non un’etichetta culturale? Utile a classificare ciò che slegato potrebbe apparire di difficile comprensione, a semplificare il complesso, ma a volte arido di significato, poiché di esso svuotato. Il rischio, soprattutto in campo artistico, potrebbe essere di trovarsi di fronte ad un’opera famosa e osservarla con l’occhio filtrato dal simbolo che essa ha assunto nel nostro immaginario, nel nostro schema culturale. Potrebbe accadere di ridurre il quadro ad un simbolo, di osservarlo senza notare più le variazioni cromatiche e l’espressività delle tonalità stesse. Si finirebbe per riconoscerlo soltanto, ed è a questo punto che quel mescolamento di Last Supper subentra, ricordandoci un po’ di rimettere in discussione l’idea e soprattutto il nostro sguardo.

 

Vanessa Marchegiani

 

ProjectB, Hugo Wilson, Vanner, 2017, Charcoal on paper, 175x153 cm

ProjectB, Hugo Wilson, Vanner, 2017, Charcoal on paper, 175×153 cm

 

In cover: ProjectB, Hugo Wilson, Dancers, 2017, Charcoal on paper, 184×115 cm (detail)

PANACEA

PANACEA / HUGO WILSON

dal 28 febbraio al 14 aprile 2018

presso Project B, Via Pietro Maroncelli 7, Milano

www.projectb.eu