La mostra Curva di Gallo è visitabile fino al 26 maggio presso la galleria Clima, via Stradella 5 Milano.

www.climagallery.com

 

L’ARTISTA: Gianluca Concialdi

Gianluca, lei lavora su immagini esistenti o basandosi su immagini della memoria?

Lavoro solo ed esclusivamente a memoria, ma siamo totalmente circondati da immagini ed è quindi impossibile essere impermeabili ad esse.

C’è una logica dietro la scelta dei colori per ogni dipinto, di grande dimensione, su carta da spolvero?

I colori dei singoli dipinti sono scelti seguendo un senso del colore comune che parte dal primo fino ad arrivare all’ultimo, la carta da spolvero e le dimensioni sono legate dal pensiero che queste carte possano anche essere prove di murali.

C’è una storia dietro ogni “oggetto pittorico”? In questo caso, eventualmente, non solo metaforica essendo stati realizzati con colori a tempera in ambedue le superfici.

Come nel caso del colore, sono realizzati in maniera da essere presenti tutti al flusso che mi porta a realizzare il primo e l’ultimo. È una storia comune che si manifesta di volta in volta in maniera differente.

 

LA CURATRICE: Geraldine Blais

Cosa ha “imparato” dall’artista Gianluca Concialdi?

Con Gianluca Concialdi condivido una solida e fraterna amicizia da quasi dieci anni, abbiamo imparato tanto l’uno dall’altro. Le nostre conversazioni sono sempre stimolanti e paritetiche, dall’arte alla vita di tutti giorni, passando per ricette culinarie e sogni a occhi aperti. Sicuramente questa mostra è il risultato della nostra coltivata complicità, intellettiva quanto umana. In lui ho sempre avvertito un senso di profonda verità, evidente anche nel suo approccio al lavoro. Forse è questa viscerale e acuta autenticità di Gianluca, la risposta a questa domanda.

Qual è la sua idea sulla pittura dell’artista Concialdi?

Pura, sincera, verso l’artista e soprattutto verso l’idea della pittura. Ho conosciuto Gianluca Concialdi in occasione della presentazione del collettivo Anonima Nuotatori, di cui faceva parte, nel 2010, presso il Museo Pecci di Milano. Furono proprio le sue pitture su carta a catturare la mia attenzione: il come e il senso dei colori, la perfetta e semplice armonia fra cromatismo – superficie e volume, fra pulsione inconscia, gestualità e adattamento allo spazio. Nel tempo ho compreso quale fosse l’origine del suo lavoro, impossibile estraniarlo dalla sua città natia, Palermo. La luce, i colori, l’atmosfera, gli intesi contrasti che vi abitano, tutto ciò si ritrova nei suoi dipinti. Ho voluto rintracciare e guidare l’artista verso ciò che allora mi aveva tanto affascinato: il suo senso per il colore, assoluto, essenziale e diretto.

 

IL GALLERISTA: Francesco Lecci

Com’è stato lavorare con l’artista e la curatrice Geraldine Blais per questa mostra?

Lavorare con Concialdi è stato molto semplice e naturale, abbiamo molte affinità, anche al di fuori di quelle artistiche, direi quindi che è anche stato divertente. Credo poi che l’artista sia in un momento di svolta del suo percorso e che sia molto consapevole del proprio lavoro, e sicuramente questo aiuta ad avere minori complessità in fase allestiva.Stesso vale per Geraldine Blais, che conosco da molto tempo, come anche l’artista, il dialogo è stato pertanto naturale ed ho apprezzato la sua selezione di opere ed il lavoro progettuale, coerente col percorso fatto.

Cosa pensa della ricerca artistica di Concialdi?

La ricerca di Concialdi, principalmente pittorica anche se con un approccio spesso differente da quello del pittore su tela, è molto intrigante, complessa nel senso che ci sono molte stratificazioni di significati e rimandi, e credo sia in un momento di consapevolezza forte, come se, in un certo senso, questa sia una mostra di sintesi di un lungo percorso e potenzialmente l’inizio di uno altrettanto denso ed interessante.

 

Ilaria Bochicchio

 

Lido Crucicchia Albatros Beach, 2018 Tempera, acrilici spray e colla vinilica su carta da spolvero Gouache, spray paint and PVA glue on paper

Alimena, 2018 Tempera, acrilici spray e colla vinilica su carta da spolvero Gouache, spray paint and PVA glue on paper 200 x 200 cm circa

Pollo fantasma, 2018 Tempera, acrilici spray e colla vinilica su carta da spolvero Gouache, spray paint and PVA glue on paper 200 x 200 cm circa

Mobili arte povera, 2018 Tempera, acrilici spray e colla vinilica su carta da spolvero Gouache, spray paint and PVA glue on paper 200 x 200 cm circa