C’erano foglie gialle ovunque. Continuavo a calpestarle indipendentemente da quale via scegliessi. Da quando le ho notate lungo il mio cammino, non hanno più smesso di seguirmi. O io di seguire loro. Emblema di un periodo che cambia, di un voltar pagina imposto dal ciclo della vita, le foglie sono state spesso evocate da grandi poeti e rese metafora della caducità, del perire, del mutare. Una stagione che cambia è un po’ come l’inizio del nuovo anno, lo carichiamo di attese aspettative e di ‘buoni propositi’, perché abbiamo bisogno di sapere che succederà qualcosa che sia dissimile a ciò che abbiamo già esperito. Interessante è come l’accento sul cambiamento, sul mutare, sul percepire una variazione sia assente nell’etimologia stessa del termine. Affidandoci all’Enciclopedia Treccani: stagióne s. f. [lat. statio -ōnis, propr. «sosta, fermata», der. di stare «stare fermo»; cfr. stazione]. – 1. “Ciascuno dei quattro intervalli di tempo (s. astronomiche) nei quali l’anno resta diviso dai passaggi del Sole agli equinozî e ai solstizî: primavera, con inizio al passaggio del Sole all’equinozio omonimo, intorno al 21 marzo; estate, con inizio al passaggio del Sole al solstizio omonimo, intorno al 21 giugno; autunno, con inizio al passaggio del Sole all’altro equinozio, intorno al 23 settembre; inverno, con inizio al passaggio all’altro solstizio, intorno al 22 dicembre”. Continuo ad allontanare le foglie, che, impertinenti, rimangono attaccate alle suole delle scarpe interrogandomi sull’idea di sosta, fermata, che si ricollega ad un percepire il tempo non in costante movimento, vorticante e turbinante, ma in sosta, fermata, periodo in cui la trasformazione avviene proprio se si è in grado di prendere tempo. Lo stare nel tempo, senza continuare a chiedersi quale stagione arriverà dopo o cosa cambierà, ma piuttosto in che stagione sei? Passeggiando per l’Orto Botanico di Francoforte i grattacieli sono dei punti in lontananza, sono ritornati gli alberi e le piante. In un edificio al suo interno è stata allestita una mostra sul The Seasonal Garden, dove il concetto di stagione è interpretato dai fiori e dagli eleganti processi con cui questi si presentano al mondo. Disegni a pastello dalle tonalità gentili adornano le pareti e accolgono il viandante al sicuro dalle intemperie che caratterizzano la stagione dell’autunno. I lavori sono stati realizzati dagli artisti membri della Society of Botanical Artists, fondata nel 1985 includendo coloro che a livello internazionale si occupano di Botanical Art, una forma d’arte importante nei secoli, in particolare durante il periodo delle scoperte geografiche, quando i tempi di trasporto erano ancora troppo lunghi per poter portare dei veri esemplari nel continente europeo, mentre tali disegni ne consentirono una catalogazione. Il Palmengarten di Francoforte sul Meno ospita per la quinta volta le pitture realizzate dalla Society of Botanical Artists, concentrandosi sulle quattro stagioni, dallo sbocciare al perire.

 

Vanessa Marchegiani

 

Palmengarten, Frankfurt am Main

Palmengarten, Frankfurt am Main

 

The Seasonal Garden

dal 26 ottobre al 25 novembre 2018

Siesmayerstraße, 61 Frankfurt am Main, Germany

www.palmengarten.de