Mi piace pensare che a Roma ci sia sempre il sole. Un cielo azzurrissimo in contrasto con il verde intenso dei pini che svettano, incorniciandolo in dei piccoli angoli. E la stagione immagino che sia una perenne ottobrata romana, sorpresa da piovaschi improvvisi che ci riportano in fretta alla realtà. Realtà che si dissolve subito dopo. Passeggiando lo sguardo si perde, si scontra e si incontra con nuove o vecchie conoscenze, reperti archeologici a cielo aperto che si lasciano ammirare da qualsiasi occhio, distratto o attento che sia.

Mi piace credere che a Roma ci siano sempre luoghi nuovi da scoprire. Itinerari nascosti che sono stati per tutto il tempo lungo il tragitto che non hai mai smesso di percorrere. Luoghi che sono sempre stati di fronte ai tuoi occhi senza che gli prestassi attenzione. Come quando, con fare frettoloso e circospetto, trascini il tuo bagaglio fuori dalla Stazione Termini e sei in cerca dell’autobus giusto da prendere o degli amici che ti erano venuti ad aspettare poco distante. Si sa che le stazioni sono luoghi di passaggio ed è forse per questo che è ancora più difficile gettare lo sguardo al di là della confusione di volti che ti avvolge e compiere quei pochi passi che ti separano dal più grandioso impianto termale mai costruito a Roma, le Terme di Diocleziano, ultimate in solo otto anni tra il 298 e il 306 d.C.

Il Giardino dei Cinquecento, antistante l’ingresso delle Terme, è semideserto e tonalità armoniche abituano lo sguardo al repentino cambio d’ambiente. Il grigio della ghiaia impertinente riprende le lapidi che si susseguono a tratti in ordine sparso. Dopo aver poggiato il primo piede percepisco il dissimile che lega questo luogo al piccolo giardino di spoglie, nascosto e si direbbe quasi dimenticato, del Museo Archeologico di Istanbul. Sarà stato forse per un gioco di sguardi.

Riluttante a lasciare quella piccola oasi di pace mi accingo ad entrare. Scopro che, fino al 20 gennaio 2019, è possibile visitare la mostra Je suis l’autre. Giacometti, Picasso e gli altri. Il Primitivismo nella scultura del Novecento, allestita nelle Aule delle Terme. Prima tappa: Chiostro Michelangiolesco, ideato da Michelangelo su incarico di Papa Pio IV che nel 1591, dopo quasi mille anni di abbandono del complesso termale, decise di realizzare al suo interno una Basilica con annessa certosa dedicata alla Madonna degli Angeli e alla memoria dei Martiri cristiani che, secondo la leggenda, erano morti durante la costruzione delle Terme. Un silenzio surreale in una Roma invasa dal traffico è la colonna sonora di questo girovagare, accompagnata da un fedele gatto ozioso che, impettito, desidera più attenzione dei busti e delle opere d’arte disseminate lungo il perimetro del chiostro. La luce del crepuscolo rende questo viaggio nel tempo ancora più lontano dalla realtà e mi guida verso la fontana disposta al centro del giardino nella quale si rispecchiano alti cipressi.

Naomi Kikuchi, Chiostro Michelangiolesco, Terme di Diocleziano, Roma

Naomi Kikuchi, Chiostro Michelangiolesco, Terme di Diocleziano, Roma

Con difficoltà lascio il Chiostro per il Museo della Comunicazione scritta dei Romani, disposto su due piani dove incontro una scolaresca guidata da un professore un po’ visionario che li illumina sul mitraismo precisando come la religione romana fosse incentrata sul rituale. Perdo questo piccolo gruppo avventurandomi per la Natatio, la piscina delle Terme, accorgendomi che è diventata subito sera. L’imponenza della costruzione, amplificata da giochi d’ombra, incute un timore reverenziale tipico di quegli stati d’animo in cui si percepisce l’immensità, la grandezza in cui abbiamo bisogno di muoverci a volte per sentire un legame con epoche passate che finiscono per suggerirci nuovi itinerari di vita, spunti di riflessione lungo il cammino che stiamo percorrendo.

 

Vanessa Marchegiani

 

Naomi Kikuchi, Natatio delle Terme di Diocleziano, Roma

Naomi Kikuchi, Natatio delle Terme di Diocleziano, Roma

 

Naomi Kikuchi, Aula delle Terme di Diocleziano, Roma

Naomi Kikuchi, Aula delle Terme di Diocleziano, Roma