Fondato dal banchiere e uomo d’affari Johann Friedrich Städel nel 1815, il Museo Städel di Francoforte sul Meno si colloca come la sua più antica fondazione museale e conserva una delle collezioni più importanti al mondo: 660 sculture, più di 10.000 disegni e stampe, 4.600 scatti fotografici. In seguito ad un ampliamento realizzato per ospitare opere d’arte contemporanea, la superficie museale copre 7.500 metri quadrati. Non distante dalla riva del fiume Meno, quest’imponente struttura dà il benvenuto a tutti i visitatori desiderosi di fare un viaggio nel tempo della durata di 700 anni. Se si decide di seguire un itinerario cronologico, spostiamo la lancetta nel Trecento e varchiamo la soglia-parete in cui molte tele sono disposte a quadreria e iniziamo a vagare nella collezione OLD MASTER PAINTING 1300-1800, incontrando artisti come Jan van Eyck, Mantegna, Botticelli, Rembrandt, Vermeer e molti altri. Continuando l’itinerario, lo sguardo si posa sulle tinte rossastre di un cielo invaso da nuvole scure. In primo piano una figura femminile in abito scuro, nella sua solitudine è immobile a pochi passi dalla timida onda del mare la cui schiuma riflette le tonalità cromatiche del tramonto della Villa am Meer di A. Böcklin realizzata fra il 1871 e il 1874. La collezione MODERN ART 1800-1945 lascia spazio a importanti nomi della storia dell’arte come Manet, Renoir, Monet, Picasso, Marc con il suo Liegender Hund im Schnee del 1911, Macke con le sue Zwei Mädchen del 1913, e molti altri. Prima di avventurarmi nel piano dedicato all’arte contemporanea dal 1945 ad oggi, effettuo una deviazione di percorso nella mostra temporanea Vasarely – Im Labyrinth der Moderne, dove un’istallazione labirintica mi guida alla scoperta di questo artista presentato a ritroso iniziando con opere relative agli anni ’70 e ’60, fino alle produzioni giovanili degli anni ’30 e ’20, come spiega il curatore della mostra Jana Baumann: “The reverse chronology of the presentation with its free-standing display panels is mainly intended to make the work of one of the best-known unknown twentieth-century artists, which abounds with concatenations and contradictions, accessible as a visual experience. The impossible as a possibility was Victor Vasarely’s impellent: a project with which he both unsettled and extended the traditional notions of space in the fine arts in a visionary way”.

Exhibition view "Victor Vasarely. In the Labyrinth of Modernism" Photo: Städel Museum

Exhibition view “Victor Vasarely. In the Labyrinth of Modernism” Photo: Städel Museum

Pittore e grafico, di origine ungherese (Pécs 1908 – Parigi 1997). Frequentò a Budapest l’accademia Mühely, dove A. Bortnyik si ispirava agli insegnamenti del Bauhaus di W. Gropius. A Parigi dal 1930, fu in contatto con il gruppo Abstraction-Création e si dedicò, almeno fino al 1943, prevalentemente alla grafica; in quegli stessi anni cominciò anche a interessarsi a ricerche ottico-cinetiche lavorando su fogli di cellofan sovrapposti e ottenendo effetti di profondità in trasparenza (multi-dimensione).1 Ad esempio Le Prisionnier del 1945 mostra come l’artista, con la tecnica del b/n e l’ausilio delle strisce che segnalano l’ambiente di una prigione, sperimenti tali effetti sviluppati anche nella serie delle Zébres. Intorno al 1955 i suoi esperimenti sulle impressioni di movimento provocate da una illusione ottica lo portarono a elaborare un linguaggio astratto che ha come fondamento l’unità plastica di forma, luce e colore (Manifeste jaune, 1955).2 Il percorso di visita si conclude con un vagare nella collezione di CONTEMPORARY ART: 1945 – THE PRESENT incontrando capolavori di Francis Bacon, Georg Baselitz, Gerard Richter, Cindy Sherman e molti altri ancora. All’esterno, ma sempre parte del complesso museale, il giardino dello Städel, un’istallazione di specchi riflettenti, confonde sulla via da seguire moltiplicando le infinite direzioni.

Vanessa Marchegiani

Exhibition view "Victor Vasarely. In the Labyrinth of Modernism" Photo: Städel Museum

Exhibition view “Victor Vasarely. In the Labyrinth of Modernism” Photo: Städel Museum

Victor Vasarely (1906–1997) Zèbres, 1932-1942 Oil on canvas, 112 x 102,9 cm Collection HAR © VG Bild-Kunst, Bonn 2018

Victor Vasarely (1906–1997) Zèbres, 1932-1942 Oil on canvas, 112 x 102,9 cm Collection HAR © VG Bild-Kunst, Bonn 2018

 

1Croatian Yearbook of European law & Policy, 2. (2.), 393-412.Croatian Yearbook of European law & Policy, 2. (2.), 393-412.Croatian Yearbook of European law & Policy, 2. (2.), 393-412.Treccani Enciclopedia Online, Vasarély Victor, http://www.treccani.it/enciclopedia/victor-vasarely/ (accesso 10/01/2019)

2 Ibidem

In cover: Exterior view of the Städel Museum and Städel Garden Photo: Städel Museum

 

Vasarely im Labyrinth der Moderne

dal 26 settembre 2018 al 13 gennaio 2019

Städel Museum, Schaumainkai 63, Frankfurt am Main, Germany

www.staedelmuseum.de/en