“A hand-written and processed 16mm film loop is moving inside a rectangular box, in unpredictable movements and without a leading path. The work is part of the artist’s investigations on pieces that evolve beyond the predictable parameters of cinema. The equivocal title plays with the idea of rotation and overturning intrinsic in the sculpture.” Così viene descritta l’opera d’arte Only Revolutions (…that get accomplished…), 2012/17, dell’artista Rosa Barba, esposta alla Kunsthalle di Brema in occasione di Rosa Barba – Geschichte als Sculptur e anche al termine della stessa in quanto acquisita nella collezione permanente. Un loop che quasi incanta, facendoti perdere il senso del tempo e la curiosità di capire cosa c’è scritto, in una grafia minuta, sul quel microfilm vorticante.

Rosa Barba Only Revolutions (…that get accomplished…), 2012/2017 16mm film, glass case, motor Installationsansicht Pirelli HangarBicocca, Mailand, 2017 Foto: Agostino Osio © Rosa Barba, VG Bild-Kunst, Bonn 2018

Rosa Barba Only Revolutions (…that get accomplished…), 2012/2017 16mm film, glass case, motor Installationsansicht Pirelli HangarBicocca, Mailand, 2017 Foto: Agostino Osio © Rosa Barba, VG Bild-Kunst, Bonn 2018

Mi ero già imbattuta in una mostra di Rosa Barba a Milano, From Source to Poem to Rhythm to Reader, curata da Roberta Tenconi, presso lo spazio espositivo Pirelli HangarBicocca. L’allestimento delle sue opere video in quelle sale immense modificavano lo spazio plasmandolo a loro uso. Ricordo ancora i giochi d’ombre provocati da profili che entravano in qualche modo nella stessa tela-schermo.

Rosa Barba, From Source to Poem to Rhythm to Reader, exhibition view at Pirelli HangarBicocca, Milan, 2017. Courtesy of the artist and Pirelli HangarBicocca, Milan. Photo: Agostino Osio

Rosa Barba, From Source to Poem to Rhythm to Reader, exhibition view at Pirelli HangarBicocca, Milan, 2017. Courtesy of the artist and Pirelli HangarBicocca, Milan. Photo: Agostino Osio.

Nella Kunsthalle, per contro, lo spazio sembra esplodere rispetto alle dimensioni e ai suoni delle opere dell’artista. Come ad esempio One Way Out, 2009, nella cui istallazione la pellicola, sottoposta ad uno stress costante, è destinata a sfibrarsi sempre di più e il rumore di questo processo meccanico non si acquieta. Un tema ricorrente della mostra è lo spazio, come in The Color Out of Space, 2015, o in Drawn by the Pulse, 2018, ed inoltre si capta un piccolo legame con le origini italiane dell’artista in The Empirical Effect, 2010. Il video, 16-mm-Film, della durata di 22 minuti rievoca l’area del Vesuvio e i protagonisti sono delle persone non più giovani che vivono vicino al vulcano, nella c.d. “zona rossa”, in questo luogo così caratterizzato dalla natura che rende quasi superflua la presenza umana. Come afferma Rosa Barba: “No one is able to control this immense force of nature and yet it connects the inhabitants and their environments with an invisible tie.”

 

Vanessa Marchegiani

 

Rosa Barba The Empirical Effect, 2010 16mm film transferred to video, color, sound, 22 min. Filmstill © Rosa Barba, VG Bild-Kunst, Bonn 2018

Rosa Barba The Empirical Effect, 2010 16mm film transferred to video, color, sound, 22 min. Filmstill © Rosa Barba, VG Bild-Kunst, Bonn 2018

 

Rosa Barba Drawn by the Pulse, 2018 35mm film sculpture, silent, 03:08 min. Ausstellungsansicht tabakalera, San Sebastian Foto: Mikel Eskauriaza © Rosa Barba, VG Bild-Kunst, Bonn 2018

Rosa Barba Drawn by the Pulse, 2018 35mm film sculpture, silent, 03:08 min. Ausstellungsansicht tabakalera, San Sebastian Foto: Mikel Eskauriaza © Rosa Barba, VG Bild-Kunst, Bonn 2018

 

Rosa Barba. Geschichte als Skulptur

dal 10 novembre al 10 febbraio 2019

presso la Kunsthalle Bremen, Am Wall 207, 28195 Brema, Germania

www.kunsthalle-bremen.de