Sono già trascorsi quasi due anni dall’inaugurazione di Viva arte Viva la 57. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale organizzata presso i Giardini e l’Arsenale di Venezia. Nel mese di maggio la città brulicava di persone, tinta dei colori della primavera e incorniciata in un cielo azzurro avaro di nuvole. Al Padiglione Italia, curato da Cecilia Alemani, intitolato Il mondo magico, gli artisti invitati furono Giorgio Andreotta Calò, Roberto Cuoghi e Adelita Husni-Bey. A distanza di tempo rimane ancora impressa la sensazione provata non appena varcata la soglia. Lo spazio era freddo al tatto e povero di luce. Un continuo mescolarsi di suoni facilitava il processo di estraniamento necessario per calarsi nelle opere realizzate appositamente per l’esposizione. Per l’artista veneziano Giorgio Andreotta Calò alcuni temi ricorrenti sviluppati spaziano “da installazioni ambientali di larga scala a impercettibili interventi architettonici che trasformano frammenti di edifici o interi paesaggi attraverso l’uso di forze naturali e agenti atmosferici, in particolare acqua e fuoco, elementi carichi di simbolismi arcaici e primari.”[1] L’acqua, ad esempio, componente essenziale in una città come Venezia, è un elemento che ritroviamo nell’opera presentata alla Biennale Viva arte Viva, Senza titolo (La fine del mondo), nella quale diventa superfice specchiante e metafora del doppio, creando uno ‘spazio nello spazio’ e una prospettiva distorta del luogo stesso.

Giorgio Andreotta Calò Senza titolo (La fine del mondo), 2017 Installation view, Italian Pavilion, 57th Venice Biennale, 2017 Courtesy Studio Giorgio Andreotta Calò, Venice Photo: Roberto Marossi

Giorgio Andreotta Calò Senza titolo (La fine del mondo), 2017 Installation view, Italian Pavilion, 57th Venice Biennale, 2017 Courtesy Studio Giorgio Andreotta Calò, Venice Photo: Roberto Marossi

Le istallazioni ambientali di Andreotta Calò hanno conquistato, dal 14 febbraio, gli spazi di Pirelli HangarBicocca in occasione della sua mostra personale CITTÀDIMILANO, curata da Roberta Tenconi ed incentrata sulla pratica scultorea proponendo lavori che spaziano dal 2008 ad oggi volti a creare un unico paesaggio in cui il visitatore possa immergersi. Il titolo della mostra riprende il nome del piroscafo Città di Milano utilizzato dalla Pirelli Cavi per adagiare nel fondale del Mar Mediterraneo cavi sottomarini, che, nel 1919 andò incontro ad un naufragio presso la secca di Capo Graziano a Filicudi. Le proiezioni di questa dis-avventura, estrapolate dall’artista da materiale di repertorio, accolgono il visitatore, all’interno del percorso espositivo da esplorare con curiosità volgendo ogni tanto lo sguardo a quella laguna della città di Venezia tanto cara all’artista.

 

Vanessa Marchegiani

 

[1] Le notizie sono tratte da: http://www.ilmondomagico2017.it/artisti/giorgio-andreotta-calo/ (ultima consultazione: 27 marzo 2019)

Giorgio Andreotta Calò Senza titolo (La fine del mondo), 2017 Installation view, Italian Pavilion, 57th Venice Biennale, 2017 Courtesy Studio Giorgio Andreotta Calò, Venice Photo: Roberto Marossi

Wreck of the steamship Città di Milano, Filicudi. Photo: Global Underwater Explorers.

In cover: Giorgio Andreotta Calò Volver, 2008 Courtesy ZERO…, Milan, and Studio Giorgio Andreotta Calò, Venice Photo: Davide Conconi

 

Pirelli HangarBicocca

CITTÀDIMILANO / Giorgio Andreotta Calò

dal 14 febbraio al 21 luglio 2019

Via Chiese 2, Milano

www.hangarbicocca.org