Al limitare dei Jardin des Tuileries, in direzione di Place de la Concorde, si trova la Galerie Nationale du Jeu de Paume, un tempo sede della collezione di pitture impressioniste della città di Parigi, oggi centro di esposizioni temporanee di artisti internazionali. Come racconta Richard Bernstein in “Museum in Paris to close”, un articolo pubblicato sul “New York Times” il 18 agosto 1986, le cinquecento opere custodite al Jeu de Paume trovarono collocazione nel poco distante Musée d’Orsay, all’epoca fresco di riqualificazione e prossimo all’apertura prevista nel dicembre di quell’anno. Il trasporto delle stesse avvenne segretamente e dilazionato nel tempo visto il loro l’immenso valore.

Oggi il Jeu de Paume dà voce alle più differenti espressioni creative (fotografia, cinema, video, installazioni…) prodotte a partire dal Novecento fino ad arrivare ai giorni nostri. Molti gli artisti internazionali ospitati nel corso di questi decenni, fra i quali ad esempio Susan Meiselas, della cui mostra Méditations abbiamo già parlato in precedenza.

Durante la stagione estiva 2019, dal 18 giugno al 22 settembre, animano il centro espositivo le mostre dell’artista americana Sally Mann, A Thousand Crossings, dell’artista francesce Marc Pataut, Proximities e dell’artista americano Ben Thorp Brown, The Arcadia Center.

Sally Mann, nata in Virginia nel 1951, attraverso le fotografie scattate nel corso di quarant’anni di attività, propone, nella mostra A Thousand Crossings, curata da Sarah Greenough e Sarah Kennel, un viaggio identitario nella sua terra d’origine lanciando sfide riguardanti la storia, le tradizioni, la letteratura che distinguono l’American South dagli Stati Uniti in generale.

Easter Dress 1986 Sally Mann Patricia and David Schulte. © Sally Mann

Easter Dress
1986
Sally Mann
Patricia and David Schulte.
© Sally Mann

Seguono gli scatti di Marc Pataut, raccolti nella mostra Proximities, curata da Pia Viewing, che ripercorrono gli anni Ottanta del Novecento fino ad arrivare ai giorni nostri indagando la relazione fra il singolo e la società ed anche proponendo spunti di riflessione sul modo in cui l’individuo attraverso lo strumento del proprio corpo si affaccia al mondo.

Apartheid, Le Blanc-Mesnil 1988 Marc Pataut © Marc Pataut

Apartheid, Le Blanc-Mesnil
1988
Marc Pataut
© Marc Pataut

Infine, The Arcadia Center di Ben Thorp Brown, che solitamente lavora con video, sculture e performance, è un luogo organizzato in due sale distinte nelle quali viene presentata la traccia sonora Exercise, 2019, insieme alla scultura Shrine, 2019, e singolarmente il nuovo film Cura, 2019. The Arcadia Center, curato da Laura Herman è sorto come centro per ripristinare l’empatia necessaria ad affrontare la contemporaneità, legando l’architettura alla psicologia.

Cura 2019 Ben Thorp Brown Vidéo. Coproduction Jeu de Paume, Paris, CAPC musée d’art contemporain de Bordeaux & Museo Amparo, Puebla. © Ben Thorp Brown

Cura
2019
Ben Thorp Brown
Vidéo.
Coproduction Jeu de Paume, Paris, CAPC musée d’art contemporain de Bordeaux & Museo Amparo, Puebla. © Ben Thorp Brown

 

Vanessa Marchegiani

 

In cover: Le Jeu de Paume et la Place de la Concorde, Paris. © Jeu de Paume, photo Adrien Chevrot, 2014

www.jeudepaume.org