Il periodo estivo risveglia il desiderio di viaggiare e regala del tempo in cui dedicarsi alla lettura. La calura estiva conferisce alle città d’arte lentezza e immobilità riducendone la vivacità, tuttavia l’assalto premeditato da parte di gruppi di turisti impavidi continua protraendosi fino alla metà di settembre. Piuttosto che tuffarsi nella marea umana fluttuante all’interno degli aeroporti o delle stazioni ferroviarie, risulta a volte di maggiore piacere prendersi del tempo per sé in cui lasciare la mente libera di attraversare frontiere spaziali e temporali per raggiungere destinazioni inaspettate. E ciò è accaduto quando, pur rimanendo ben salda nel mio paese d’origine, ho intrapreso la lettura de Il mistero di Rue-Saints-Pères, un romanzo piacevole nella sua scorrevolezza, fra dalla cui trama emerge una Parigi che non esiste più se non fra le testimonianze e le impressioni raccolte all’alba dell’inaugurazione dell’Esposizione Universale del 1889. Il protagonista, Victor Legris, libraio a caccia di misteri, vaga fra le Rues e il Boulevards parigini con disinvoltura, tratteggiando la topografia di una città che, nonostante il trascorrere del tempo, conserva ancora oggi un fascino indiscusso. Immaginare l’area attigua alla Tour Eiffel gremita di parigini curiosi di visitare i padiglioni ricchi di prodotti, innovazioni e oggetti provenienti dalle più differenti parti del mondo trova un canale di collegamento con l’immagine che velocemente si riaffaccia alla mia mente di un frammento di serata estiva trascorsa ai piedi della torre in cui nulla sembrava accadere, nonostante tutto fosse in costante divenire. Ricordo la distesa verde in Champ-de-Mars, in alcuni punti arsa da un caldo sole di agosto, disseminata da piccoli edifici colorati in cui poter comprare dolciumi e street food per non pochi spiccioli; la ricordo come non troppo sicura nonostante la presenza di agenti in ogni angolo, la nube degli attentati non si era ancora dissolta. Tali immagini affollano la mia mente sovrapponendosi, eppure io non lascio il luogo in cui sono e, pur continuando a passeggiare da una sponda all’altra della Senna, mi confondo con il giovane Victor Legris, la cui abilità maggiore risiede forse nell’intravedere la realtà con le spesse lenti donategli dai libri. Libri che affollano gli scaffali e il magazzino della libreria custodita dall’affabile Joseph, il quale affronta i clienti con la sicurezza propria di chi sa svolgere il proprio lavoro con un sano entusiasmo. Pare un dettaglio di poco conto scoprire che le autrici di questo libro sono due sorelle, sotto lo pseudonimo di Claude Izner, entrambe detentrici di due librerie una sulla rive gauche e l’altra sulla rive droite della Senna, fin quando non ci si immerge nell’atmosfera del romanzo classificato come un giallo-storico, che sembra essere più un diario di viaggio, nel quale annotare con cura gli angoli della città di Parigi.

 

Vanessa Marchegiani

 

 

Claude Izner

Il mistero di Rue-Saints-Pères

© Éditions 10/18, Département d’Univers Poche, 2003

© 2006 Casa Editrice Nord s.u.r.l. Milano

Edizione TEADUE maggio 2007 su licenza della Casa Editrice Nord

Dodicesima ristampa TEADUE gennaio 2016