È accaduto di nuovo. Mi trovo a Firenze, la città risplende di luce in una fredda giornata di dicembre. Il cielo azzurro invita a rimanere all’aperto per godere dell’anima della città. Eppure il turista, mosso dalla curiosità, si affaccia negli interni di palazzi, di chiese, di botteghe caratteristiche per cercare di catturare l’anima del luogo. Ponte Vecchio è appesantito dai numerosi viandanti, le vetrine delle gioiellerie storiche illuminano per contrasto il ponte adombrato.

In Piazza della Signoria sembra di essere in una bolgia dantesca dalla quale si fatica ad emergere per allontanarsi e rientrare nelle vie più sicure del centro storico. Il ricordo di una visita precedente in compagnia di una cara amica crea una mappa della città che mi guida in questa giornata di riscoperta in cui accade di nuovo ciò che già fu. Era già calata la sera quando ci eravamo trovate ad ammirare le meravigliose statue conservate all’interno della Loggia della Signoria. L’espressività dei corpi a volte contorti nel dolore e altre vittoriosi, come il Pèrseo di Benvenuto Cellini, avevano catturato la nostra attenzione. In quell’oscurità emerse ad un tratto una figura reale, un guardiano, che iniziò a raccontarci la storia di quei marmi o bronzi scolpiti, senza chiedere nulla in cambio. Il freddo ci invitava a trovare riparo in un posto differente, eppure noi non riuscivamo ad allontanarci dalle storie da lui raccontate.

Firenze Santa Maria Novella

Il ricordo dunque si confondeva al presente e nonostante mi trovassi in uno scenario differente, tale episodio è accaduto di nuovo. Il paradosso è che oggi mi trovo al riparo in una giornata di sole. Ho visitato il Chiostro verde e il Chiostro Grande della chiesa di Santa Maria Novella. Luoghi silenziosi e conservati in ottime condizioni. Salendo alcuni gradini si accede direttamente all’interno della chiesa ricca di opere d’arte che hanno attraversato secoli di storia. Il senso dell’orientamento viene meno passeggiando fra le navate dell’edificio. Lo sguardo si muove rapido cercando di percepire una visione d’insieme. In questo momento di smarrimento un piccolo gruppo di persone, anch’esse in visita e forse un po’ sperdute, cattura la mia attenzione e subito dopo sento una guida che invita ed esorta a seguirla per scoprire i tesori nascosti nell’edificio. E subito penso che tutto questo è già accaduto, ma non ho tempo per perdermi di nuovo nel ricordo così proseguo spedita nel presente. Curiosità e aneddoti tratti da Le vite del Vasari mi accompagnano all’interno di questa chiesa che conserva il Crocifisso di Giotto, un crocifisso del Brunelleschi, un’acquasantiera realizzata da un Michelangelo tredicenne nascosta in un angolo, affreschi del Ghirlandaio e molte altre opere di artisti che sono dei pilastri nella Storia dell’arte.

Per chi si lascia coinvolgere dagli eventi e dal caso, Firenze non è solo la città in cui tutto può accadere, ma l’emblema della vita quotidiana. Esco dall’interno umido della chiesa perché ho bisogno di riscaldarmi al sole. Alle mie spalle, inondata di luce dal Quattrocento, la facciata di Leon Battista Alberti. Scatto una fotografia per fissare quel momento in cui sentivo il calore del sole sulla mia pelle, in una città che brulicava di vita.

 

Vanessa Marchegiani

 

Facciata di una chiesa molto importante a Firenze

Facciata della chiesa di Santa Maria Novella, (c) Vanessa Marchegiani.

 

In cover: Particolare della vetrata della chiesa di Santa Maria Novella, (c) Gianluca Marchegiani.

 

Affresco della Cappella Tornabuoni rappresentante la visitazione di Maria ad Elisabetta.

Affresco Cappella Tornabuoni (particolare), Domenico Ghirlandaio, chiesa di Santa Maria Novella, Firenze, (c) Vanessa Marchegiani.