Ci sono delle passeggiate, a volte, che iniziano senza una meta precisa e che terminano con la consapevolezza che nessuna meta porta ad un punto di arrivo. In questi mesi di incertezza camminare è un vagare di portone in portone, senza mai lasciare l’orizzonte della stessa città. È divenuto arduo scoprire luoghi nuovi e, senza troppo interrogarsi sull’inconsistenza del presente, si attraversa nuovamente la soglia di edifici conosciuti. Le mascherine coprono il naso e la bocca e nelle sale del Paula Modersohn-Becker Museum si rispetta la distanza di sicurezza non solo dai quadri e dalle sculture. La mostra temporanea Berührend – Annährung an ein wesentliches Bedürfnis [Il contatto – Avvicinarsi come un bisogno essenziale] è una riflessione sul periodo in cui stiamo vivendo, in cui il distanziamento sociale regola il nostro muoversi nella moltitudine. Quale significato riveste il contatto nella storia dell’arte. Più di sessanta opere allestite in sei stanze tematiche ci accompagnano alla verifica della tesi secondo la quale attraverso il contatto, l’uomo riconosce il mondo.

Folla di persone nelle Stanze di Raffaello dei Musei Varicani

© Thomas Struth, Stanze di Raffaello 2, 1990, chromogener Abzug, copyright Thomas Struth

La fotografia che accoglie i visitatori è di Thomas Struth, scattata nel 1990 a Roma, nella Stanza di Raffaello dei Musei Vaticani. La folla si muove in armonia e, nonostante appaia muta ai nostri occhi, non risulta difficile immaginare il sovrapporsi di voci che anima quell’angolo delle meraviglie. In questo scatto il toccarsi diviene tuttavia una conseguenza non necessaria, ma allo stesso modo inevitabile dettata dalle regole di gestione dell’affluenza dei visitatori in siti di interesse. La prima reazione alla vista può essere un desiderio di non trovarsi lì, nella bolgia, poiché in tempi di pandemia ciò appare rischioso e vietato. Ma anche prima il sentirsi intrappolati nella folla era uno stato d’animo negativo, che privava spesso del piacere di visitare un museo e di potersi dedicare con attenzione alle opere d’arte esposte.

Viaggiando in metropolitana

La stessa linea di pensiero la ritroviamo nell’artista Michael Wolf nella serie fotografica Tokyo Compression, realizzata nell’arco di quattro anni nella stazione della metropolitana Shimo-Kitazawa. L’immagine # 75 del 2010 pubblicizza la mostra in molti luoghi di Brema. A catturare lo sguardo è un uomo raffigurato in un raccoglimento spirituale e la mascherina chirurgica che indossa. Non si protegge dal Covid-19, eppure questo lo si scopre soltanto leggendo il catalogo di Tokyo Compression, “The final cut”.

Michael Wolf, Tokyo Compression # 75, 2010 © Estate of Michael Wolf, courtesy Galerie Wouter van Leeuwen, Amsterdam

Michael Wolf, Tokyo Compression # 75, 2010 © Estate of Michael Wolf, courtesy Galerie Wouter van Leeuwen, Amsterdam

Please take care when the doors open

Michael Wolf, scegliendo come soggetto i viaggiatori nelle profondità di Tokyo, instaura un dialogo fra l’individuo e la folla, la moltitudine, la massa di persone che lo annullano al punto di cercare meccanismi di protezione individuali che siano mascherine di cotone, le mani, il chiudere gli occhi, l’ascoltare la musica ad alto volume. In questi istanti di compressione dell’essere molte immagini si affacciano alla nostra mente. In questi istanti di passaggio, in cui l’altro viola il nostro spazio vitale, tentiamo di comprimerci al finestrino della metropolitana aspettando con sollievo il momento in cui le porte si aprono annunciando la stazione d’arrivo. Noto con sorpresa di essermi soffermata sulle opere d’arte che denotano situazioni in cui la vicinanza fisica non risulta una necessità essenziale e di averle in qualche modo lette non in linea con il tema della mostra ma nel loro significato originale.

 

Vanessa Marchegiani

Berührend – Annäherung an ein wesentliches Bedürfnis

19 settembre 2020 – 24 gennaio 2021

Museen Böttcherstraße, Paula Modersohn-Becker Museum, Brema

 

Bibl.: © Michael Wolf, Tokyo Compression Final Cut, 2017, Peperoni Books.

In cover: Open My Glade (Flatten), 2000, video installation by Pipilotti Rist (video still), © Pipilotti Rist, Courtesy the artist, Hauser & Wirth and Luhring Augustine

© Riproduzione riservata