In seguito all’uscita del film “Le streghe”, tratto dall’omonimo di Roald Dahl del 1983, sul web si è accesa una rivolta a colpi di hashtag #NotAWitch. La riscrittura del testo da parte di Robert Zemeckis, Kenya Barris e Guillermo del Toro ha mobilitato numerosi atleti paraolimpici e organizzazioni non-profit volte a garantire una maggiore inclusione a far sentire la propria voce. Il motivo dei loro Twitt è la critica la decisione di rappresentare gli artigli della strega principale, interpretata da Anne Hathaway, eliminando parte degli arti superiori. Nella dichiarazione rilasciata il 6 novembre 2020 dall’atleta paraolimpica Amy Marren viene sottolineato come “Representation is something that we are constantly fighting for and although it is promising to see a limb difference made so noticeable in a film, the approach and connotations are potentially wrong and hurtful.” [la rappresentazione è qualcosa che combattiamo ogni giorno e nonostante sia promettente vedere evidenziata in un film di successo la differenza degli arti, l’approccio e l’associarlo alla paura sono potenzialmente sbagliati e dannosi.]

Dare una positiva visibilità

Questa affermazione fa riflettere su come un’errata trattazione mediatica errato possa rallentare il processo di inclusione. Dal punto di vista effettivo un’inclusione diviene possibile soltanto quando persone dalle esperienze di vita più disparate entrano a far parte dei consigli decisionali. Differenti sfere di sensibilità sono necessarie a produrre un buon film. Dare una positiva visibilità alle persone racchiuse nelle categorie protette vuol dire lasciare che le differenze divengano la loro forza, che siano evidenti la loro grinta nell’affacciarsi alla vita e il loro grande talento nel distruggere le barriere fisiche e di pensiero che non smettono mai di ostacolarne il cammino.

Una positiva visibilità significa ad esempio guardare il documentario in streaming su Netflix Rising Phoneix per sentirsi affascinati ed ispirati dal modo in cui si risponde alle avversità che la vita riserva può riservare.

“It was never the intention for viewers to feel that the fantastical, non-human creatures were meant to represent them.” [non era assolutamente nostra intenzione che il pubblico credesse che le fantastiche e non umane creature lo rappresentasse] commenta la Warner Bros. Pictures nei giorni successivi e fa pensare come delle tematiche vitali per alcune persone siano per altre di difficile immaginazione.

 

Vanessa Marchegiani