Quale fosse il legame fra Vanessa Bell e Virginia Woolf prima di imbarcarmi nella lettura di Sorelle e complici, della scrittrice inglese Jane Dunn, era per me un interrogativo. Soltanto il genio di Virginia Woolf, anche se in parte inesplorato, era qualcosa di conosciuto. Echi di Una stanza tutta per sé risuonavano ancora nella mente. È stata una conferenza Travelling Portraits di Dr. Claudia Tobin, promossa dall’organizzazione no-profit Advancing Women Artists e dall’associazione culturale Il Palmerino, a suscitare la curiosità per le due sorelle ed a farmi intraprendere un viaggio indietro nei secoli alla scoperta di queste vite sorprendenti.

I talenti

In una Londra vittoriana, al 22 di Hyde Park Gate, nella prima infanzia avvenne la spartizione dei talenti che avrebbero accompagnato Virginia, la scrittrice, e Vanessa, la pittrice, nell’arco delle loro vite. Se per tradizione familiare scrivere era il mestiere di famiglia, l’arte del dipingere non era ammirata ed incoraggiata allo stesso modo. Ciò non impedì a Vanessa Stephen di iscriversi alla scuola del noto ritrattista Arthur Cope e successivamente alla Royal Academy Schools, dove svolse anche un tirocinio nella sezione femminile.

La formazione di Virginia Stephen, come previsto dalle consuetudini dell’epoca, avvenne privatamente e lavorò al suo talento da autodidatta. Ciò che più sarebbe mancato a Virginia alle soglie della maturità sarebbe stato il conversare, come si evince dalle lettere inviate al fratello Thoby, studente all’Università di Cambridge, con il quale cerca uno scambio di saperi. In quanto donna, il discorrere di temi intellettuali non era tollerabile neanche nella società londinese, in cui, con la pressione del controverso fratellastro George, Vanessa e Virginia imbrigliate nei loro abiti fecero in seguito il loro ingresso.

Negli anni più difficili della loro giovinezza il legame fra le sorelle Stephen divenne sempre più saldo ed insieme affronteranno la morte improvvisa della sorellastra Stella che, in seguito alla morte della madre, era la figura femminile di riferimento; il peso delle incombenze familiari; l’intrattabilità del padre e le attenzioni incestuose dei fratellastri. Il sogno di un futuro nel quale coltivare le loro attitudini libere dalle ingerenze dei familiari era la spinta vitale che le accompagnava. Nonostante quel passato terrà in ostaggio Virginia per il resto della sua vita, seguirono grandi cambiamenti. La morte del padre provocò nelle due sorelle sentimenti contrastanti; si trasferirono, lontano da Hyde Park e dai grigi ricordi, al numero 46 di Gordon Square che divenne per alcuni anni sede del “Circolo di Bloomsbury”. Gli incontri settimanali, animati da febbrili discussioni culturali fra gli amici del fratello Thoby e le sorelle Stephen, diedero loro il sostegno e la sicurezza da tempo desiderati.

Conversation

Ed è qui che interrompo il viaggio per citare il quadro di Vanessa Bell Conversation, 1913-16, con il quale ha avuto inizio la conferenza Travelling Portraits, che raffigura un’intima conversazione fra tre donne sul cui sfondo appare un colorato e vitale mazzo di fiori. Un dipinto che susciterà in Virginia Stephen grande ammirazione, portandola ad interrogarsi se sia possibile per lei tramutare in parole la scena raffigurata. Un esempio di come ognuna cercava con il proprio mezzo espressivo di dar voce al proprio io, della stima reciproca e dell’ispirazione che ciascuna rappresentava per l’altra.

La figura di Vanessa Bell occupò il posto più in alto di tutti gli altri nella vita di Virginia Woolf ed i tratti della sua personalità li ritroviamo in molti dei suoi romanzi. D’altro canto, la dipendenza di Vanessa per Virginia è allo stesso modo testimoniata dalla frequente corrispondenza fra loro. L’unicità di un legame nato nella prima infanzia, che nel corso del tempo è cresciuto senza mai estinguersi, porta ad una riflessione, una conversazione che va oltre al genio ed ai talenti, ma alla necessità di esserci l’una per l’altra come condizione necessaria per proseguire il proprio cammino.

 

Vanessa Marchegiani

 

Bibl.: Jane Dunn, Sorelle e complici. Vanessa Bell e Virginia Woolf, Bollati Boringhieri, Torino, 1995

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